Inagurazione “Una stanza tutta per sé”

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Il 21 marzo, presso la Stazione dei Carabinieri di Lentini, è stata inaugurata la quinta Stanza in Sicilia dedicata all’accoglienza e all’ascolto di donne e bambini vittime di violenza. Questo spazio è stato realizzato grazie al protocollo d’intesa “Una stanza tutta per sé” tra l’Arma dei Carabinieri e l’associazione Soroptimist International Italia. La scelta della data è altamente simbolica: coincide con la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, con la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale e con l’inizio della primavera. Quest’ultimo aspetto vuole rappresentare un parallelismo tra la rinascita della natura e quella della vittima, che trova la forza di denunciare e ricostruire la propria vita. Noi studenti del Liceo Gorgia-Vittorini, accompagnati dalle docenti Barretta, Addamo e Sferrazzo, abbiamo contribuito all’evento realizzando un quadro, frutto dell’unione di fotografie di ragazze del nostro Istituto o legate ad esso. Sul quadro abbiamo inserito una celebre frase di Charles Bukowski:

“La donna è poesia. La donna è amore. La donna è vita.”

Le studentesse della 4L hanno spiegato: “…Le foto che vedete sono state scattate tutte da alunni e alunne della nostra scuola, abbiamo cercato di creare una composizione che parlasse un linguaggio immediato e moderno, attraverso immagini di donne e ragazze semplici e serene. La citazione di Charles Bukowski è stata scelta in quanto il messaggio che dà è meraviglioso ed ha racchiuso con poche parole un’idea sul valore della donna nella società, un’esortazione a non arrendersi, a rialzarsi e provare a trovare la propria strada sempre e comunque.”

Inoltre, abbiamo presentato un testo sul tema della donna e della violenza di genere. Jacopo Bordonaro, studente della classe 4D, accompagnato da Federico Cardillo alla chitarra, ha letto un pensiero riguardo la violenza di genere:“La violenza di genere non è solo quella che lascia lividi sulla pelle. È fatta di parole che umiliano, di sguardi che minacciano, di libertà tolte un po’ alla volta. È una donna che ha paura di tornare a casa. È il silenzio che diventa più forte delle urla. Non è un problema privato, né una questione tra due persone. È un problema di tutti. Perché chi subisce violenza non è mai davvero solo: ci sono persone vicine che sentono e non parlano, amici che sospettano e guardano altrove, istituzioni che promettono ma non proteggono. Dire ‘basta’ non è solo un atto di coraggio di chi subisce. È una responsabilità di chiunque sappia, veda, senta. Perché la violenza cresce nel silenzio, ma si ferma quando qualcuno sceglie di non ignorare.”Con questa iniziativa, abbiamo voluto ribadire l’importanza della responsabilità collettiva nella lotta contro la violenza di genere.

– Lisa Massimino e Alessia Spadaro, classe 4D